sabato 14 marzo 2020

Una mamma è come una casa

Casa dolce casa


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Una mamma è come una casa, A. Petit, Topipittori, 2020


Titolo: Una mamma è come una casa

Autore: Aurore Petit

Editore: Topipittori

Anno di pubblicazione: 2020

Categoria: Albo illustrato

Età consigliata: da 1 anno



Che cos’è “casa”? E’ un luogo che ti protegge, dove ti senti al sicuro, tanto da permetterti di essere te stesso.

Che cos’è “mamma”? E’ colei che ti protegge, con cui ti senti al sicuro, tanto da permetterti di essere te stesso.

Un mamma è come una casa.

E' con questo titolo che ha inizio il meraviglioso albo illustrato di Aurore Petit, appena uscito per Topipittori, dedicato alla maternità e alle mille forme dell’essere madre.

A partire dalla gravidanza, non è solo il corpo della mamma a cambiare. E’ la sua essenza, il suo stare al mondo e il suo percepirsi rispetto agli altri.
Con la maternità la donna acquisisce la capacità di diventare “altro” per il proprio bambino, in un continuo trasformarsi e declinarsi in tante vesti diverse perchè...

...una mamma è come una casa. 

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Una mamma è come una casa, A. Petit, Topipittori, 2020


Ma è anche…

… come una conchiglia…

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Una mamma è come una casa, A. Petit, Topipittori, 2020


… come la luna di notte…

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Una mamma è come una casa, A. Petit, Topipittori, 2020

… come la cima di una montagna…

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Una mamma è come una casa, A. Petit, Topipittori, 2020

… come un albero…

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Una mamma è come una casa, A. Petit, Topipittori, 2020

… come un uragano…

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Una mamma è come una casa, A. Petit, Topipittori, 2020

… come un paesaggio…

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Una mamma è come una casa, A. Petit, Topipittori, 2020


Questo universo “madre”, l’autrice lo racconta con un’essenzialità e una semplicità di parole e illustrazioni che sanno essere particolarmente efficaci e incisive.

Leggendo questo albo, mi è venuta alla mente una poesia di Bruno Tognolini, intitolata “Qui” e pubblicata nel volume Mammalingua (link alla recensione dell'albo)


C’è un paesino che si chiama Qui
Non ce n’è un altro piccolo così
Va dalle ciglia miei fino alle tue
I suoi paesani sono solo due
Le sue pianure sono un grande letto
Si trova là dovunque io ti metto
E’ un puntolino ma è il tuo primo posto
Tu l’hai fondato e il lo riconosco
Non ce ne sono tanti piccoli così
E sconfinati come questo qui.

Credo che la potenza di questo libro stia proprio nel “Qui”: in tutte le sfumature dell’essere madre che vengono raccontate, quello che emerge è la disponibilità ad ascoltare ed entrare in relazione con il proprio bambino, in un “Qui e ora” che ha il valore di un “per sempre”.

In questo albo non viene però raccontato solamente il rapporto tra il bambino e la sua mamma: in molte pagine trova spazio anche la figura del papà che, con la sua presenza costante e discreta, fa da supporto alla coppia mamma-bambino. La mamma è come una casa, e il papà è come un custode, che di questa casa si prende cura.

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Una mamma è come una casa, A. Petit, Topipittori, 2020


Una mamma è come una casa è un libro perfetto da regalare alle neomamme e, con il suo ritmo lento e cadenzato, è godibilissimo da leggere ai bambini a partire da un anno d'età, che potranno riconoscere e ricreare insieme ai genitori le scene raccontate nelle illustrazioni, proponendo anche nuove similitudini, in un percorso di scoperta delle tante forme dell’essere madre da condivide insieme.

E per concludere, la sovraccoperta si trasforma in un bel poster! Un’idea originale e molto carina!

Buona lettura!
Elena


giovedì 5 marzo 2020

Le cose che passano


E quelle che restano.


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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019


Titolo: Le cose che passano

Autore: Beatrice Alemagna

Editore: Topipittori

Anno di pubblicazione: 2019

Categoria: Albo illustrato

Età consigliata: dai 2 anni 



I libri di Beatrice Alemagna hanno tutti, nessuno escluso, il calore di un abbraccio. Immergendosi nelle sue pagine, è come se illustrazioni e testo ti avvolgessero e ti prendessero per mano, accompagnandoti lungo un viaggio da cui si esce immancabilmente arricchiti.

Questo calore lo si ritrova anche in una delle sue ultime pubblicazioni, Le cose che passano, edito da Topipittori.

Il viaggio che questo libro racconta è un viaggio nel tempo, lungo il confine tra ciò che prima c’era e che ora non c’è più.

Nella vita, sono molte le cose che passano.
Si trasformano,
se ne vanno.

 
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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019

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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019

In queste poche parole è racchiusa l’essenza della vita, del divenire, del cambiamento.

Le cose che passano possono essere belle, come la musica, che…

scivola via..

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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019
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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019

 e che invece si vorrebbe trattenere, fermare in un eterno presente…

…proprio come le bolle di sapone.

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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019
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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019


Le cose che passano possono essere anche brutte, come i pensieri neri, che se ne vanno..

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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019
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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019

… proprio come si asciugano le lacrime.

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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019
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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019


Il cielo schiarisce sempre dopo la pioggia.

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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019
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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019

In questo eterno cambiamento c’è però un qualcosa che rimane…

..c’è una sola cosa che non se ne va.
E non se ne andrà mai.
Mai.

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Le cose che passano, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2019

… e come un filo rosso continuerà a collegare, e a dare un senso, ai nostri giorni.


Questo albo ci ricorda che il passare del tempo è democratico, coinvolge tutte le cose, quelle piacevoli come quelle sgradevoli.

Tutto, prima o poi, passa, trascorre o cambia.

Il passaggio dall’esserci al non esserci più non è però netto, ma sbiadito, come se quello che c’era restasse nell’aria come un eco, per dissolversi solo gradualmente.

E’ in questo tempo dilatato, di passaggio, che trova spazio l’emotività del lettore. L’autrice racconta, con frasi brevi ed essenziali, quello che è un dato di fatto, lo scorrere del tempo, mentre chi legge è invitato a raccontare l’altra faccia del tempo, quella umana ed emozionale.
Qualcuno ha detto che un libro viene scritto sempre due volte: da chi lo scrive e da chi lo legge. Credo che per questo albo illustrato sia davvero così. Nel tempo sospeso ha la possibilità di esprimersi la voce del lettore, che al passare delle cose attribuisce un valore  e un significato, il suo significato.

Il testo breve, dal ritmo quasi poetico, è letteralmente immerso nelle illustrazioni dell’Alemagna. Le immagini si impossessano, quasi travolgono, la pagina, libere da contorni netti e da giochi di luci, tanto da risultare piatte, creando un impatto visivo fortissimo, che rasenta il tattile (viene voglia di toccare le immagini per gustarne la consistenza).

Il fulcro stilistico del libro è l’utilizzo della carta da lucido, attraverso la quale si crea l’effetto di un prima e un dopo, di un “c’era” e “adesso non c’è più”.
Parlando di questa scelta grafica in un’intervista per Topipittori (qui il link al testo completo), l’autrice afferma:
“[…]proprio nel movimento di questo foglio di carta da lucido, nel suo far passare le cose da una parte all'altra, stava esattamente racchiuso il senso tutto del mio libro, e che il foglio trasparente simboleggiava esattamente il movimento di crescita del bambino, il passaggio di tempo. Nel senso fisico."

Come per gli albi illustrati più riusciti, Le cose che passano offre svariati livelli di riflessione e di interpretazione, diventando una lettura perfetta sia per i bambini piccoli, già a partire dai due anni, che troveranno sicuramente piacere nello sfogliare la carta da lucido in un gioco di “c’è-non c’è”, sia per lettori adulti, che avranno l’occasione di concedersi un  momento di “tempo sospeso”, per prendere consapevolezza del tempo che passa e di quello che ci lascia.

Buona lettura,
Elena



lunedì 2 marzo 2020

Come avvicinare i bambini alla lettura

Piccole strategie per facilitare l’incontro positivo dei bambini con la lettura.


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Little Polar Bear, Hans De Beer, Pintarest


Nel post precedente abbiamo guardato insieme i benefici che la lettura ad alta voce può portare ai bambini e agli adulti che leggono per loro (qui il link all’articolo).

Nel momento in cui, però, si prova a mettere in pratica il buon proposito della lettura, ci si può accorgere che non è una strada tutta in discesa: si possono incontrare “ostacoli” (ad esempio il poco interesse del bambino), e dubbi (quando leggere, come leggere, dove leggere)...

Non esistono ricette magiche e sicure per avvicinare positivamente i bambini alla lettura, ma ci sono alcune piccole strategie che possono aiutare…

Vediamole insieme!


Creiamo un spazio specifico per la lettura


I lettori accaniti lo sanno, la bellezza dei libri è di poterli leggere ovunque (a letto, sul divano, per terra, in bagno..).
Per i bambini che si stanno approcciando al mondo dei libri per la prima volta può essere invece utile creare uno spazio dedicato alla lettura, che sia confortevole, intimo, “morbido” e silenzioso (niente tv accesa o smartphone nelle vicinanze).
Questo spazio viene ad assumere il valore di luogo magico, facendo crescere l’aspettativa del bambino verso quello che sta per succedere, e aiutandolo al contempo ad assumere un atteggiamento di disponibilità interiore e di abbassamento delle difese.
Un’atmosfera raccolta aiuta inoltre a creare complicità con la persona con cui si condivide il momento, trasformando la lettura in un'occasione preziosa di relazione e di affettività.

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Ti amerò sempre, R.Munsch - L.Sforza, Il Leone Verde, 2015 

Creiamo un tempo specifico per la lettura


Come per lo spazio, anche la creazione di un tempo specifico per la lettura può aiutare il bambino a entrare nella predisposizione emotiva e mentale adatta a godersi l’incontro con il libro.
Sicuramente un tempo privilegiato è quello serale che precede la nanna: accoccolati sul letto, la luce soffusa e un’atmosfera intima e accogliente sono gli ingredienti per creare un tempo per la lettura che acquisisca il valore di un rito, diventando un momento prezioso e imprescindibile. 

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Il raffreddore di Amos Perbacco, P.C.Stead - E.Stead, Babalibri, 2011

Il nostro esempio è fondamentale


L’approccio di un bambino ai libri è fortemente influenzato dall’esempio che riceve dall’adulto.
Genitori che leggono con passione, condividendo questa passione con i figli, che si sforzano di ritagliare un tempo per la lettura nonostante i tanti impegni, che maneggiano i libri con rispetto e attenzione, come qualcosa di prezioso, inviteranno i bambini a fare altrettanto e gli trasmetteranno la convinzione che la lettura non è un’attività sporadica e secondaria, ma parte integrante della quotidianità.



Lasciamo i libri a portata di mano


Per avvicinare il bambino alla lettura è importante che i libri siano fisicamente alla sua portata. L’accesso libero ai libri permette al piccolo lettore di instaurare con loro un rapporto di “conoscenza” diretto, non necessariamente mediato dall’adulto, in un percorso di esplorazione che parte dal tatto e dal gusto (“assaggiare i libri” è un passaggio fondamentale per conoscerli e assaporarli!), e che arriva solo in un secondo momento alla storia vera e propria.
L’ideale sarebbe disporre i libri non di costa, ma frontali, in modo che il bambino possa individuare e prendere in mano più facilmente quello che gli interessa.
Una buona pratica è anche quella di distribuire i libri nelle varie stanze della casa: insieme all’”angolo magico” dedicato alla lettura, il bambino troverà spunti per approcciarsi ai libri nei momenti più diversi (mentre aspetta la pappa, mentre fa la pipì nel vasino, ecc...), creando preziose occasioni d’incontro spontanee e non strutturate.

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I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore, W. Joyce, Rizzoli, 2012


Trattiamo con cura i libri dei bambini


Come per la lettura in sé, anche nel maneggiare i libri l’esempio dell’adulto è fondamentale.
E’ importante che gli adulti trattino i libri dei bambini con la stessa cura e attenzione che riservano ai loro.
Mettere in ordine insieme i libri una volta letti, trattarli con delicatezza e aggiustarli quando vengono rotti, come si farebbe con qualcosa di prezioso, aiuterà il bambino a percepire il valore intrinseco del libro come un oggetto che, anche se familiare, o proprio perché familiare, va rispettato.

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I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore, W. Joyce, Rizzoli, 2012


Non giudichiamo le letture scelte dai bambini


A volte capita che l’adulto, vedendo il libro che il bambino sta leggendo, esprima la sua perplessità rispetto alla scelta, non condividendola e facendo passare il messaggio che quella lettura sia una perdita di tempo.

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I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore, W. Joyce, Rizzoli, 2012

Dobbiamo ricordarci che leggere ha sempre valore in sé, sia che si legga un fumetto o un libro, e che se un bambino è attratto da un certa tipologia di lettura è perché in quel momento gli sta trasmettendo qualcosa che lo arricchisce.
Non si può pretendere che i piccoli lettori si dedichino esclusivamente alle letture “impegnate”: anche quelle di svago hanno diritto al loro tempo.
Quello che un adulto può fare è diversificare le proposte di lettura, affiancando libri leggeri ad altri un pochino più impegnati, rispettando però sempre la scelta fatta dal bambino, che vedrà riconoscersi il gratificante ruolo di lettore autonomo.

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La montagna di libri più alta del mondo, R.Bonilla, Valentina Edizioni, 2018


Non contrapponiamo i libri alla TV 


Per impostare un rapporto positivo dei bambino con i libri è importante che questi non vengano vissuti come un'alternativa forzata alla TV o al cellulare (“Smettila di guardare la TV! Perché non leggi un po’?!”).
L’approcciarsi ai libri deve essere pensato come un percorso che trova valore in sé stesso, non come opposizione a qualcos'altro.
Il fascino dei cartoni animati è innegabile, e contrapporvi i libri rischia di rendere questi ultimi irrimediabilmente antipatici al bambino.
C’è un tempo per guardare la TV (che va giustamente regolamentato e “dosato”) e un tempo per leggere: non mettiamoli mai in opposizione, riconoscendo a ciascuno il diritto di essere vissuto.


Pintarest

Per concludere...


Prima di salutarci credo sia importante fare una considerazione rispetto a queste “buone pratiche” che abbiamo visto assieme.
In quel viaggio bellissimo, ricco e a volte tortuoso che è l’educazione alla lettura, dobbiamo sempre tenere a mente che ogni bambino (come ogni adulto) è un universo unico, con le sue preferenze, i suoi tempi e le sue aspirazioni, per cui non esiste un modo unico, assoluto e sicuro per avvicinare i piccoli alla lettura: è importante quindi che l’adulto affini la sua sensibilità e la sua disponibilità all’ascolto per entrare in sintonia con il bambino e per accompagnarlo in maniera positiva e non forzata verso quella meravigliosa ricchezza che è il mondo dei libri.

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I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore, W. Joyce, Rizzoli, 2012

Ed è allo stesso modo importante che l’adulto accetti che non tutti i bambini sono destinati a essere grandi lettori: per alcuni la lettura sarà la passione della vita, per altri una pratica che non si radicherà mai nel profondo del loro essere, lasciando il posto ad altri interessi.

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Nel paese dei mostri selvaggi, M. Sendak, Babalibri, 1999

In quest’ultimo caso, l’adulto non deve provare un senso di fallimento nel suo ruolo educativo, perché favorendo  l’incontro del bambino con i libri gli ha permesso di scegliere: un bambino che non ama leggere perché non ha mai conosciuto un libro è diverso dal bambino che ha avuto la possibilità di relazionarsi in modo positivo ai libri e che ha capito che leggere non è la sua passione principale.

Uno dei doni più grandi che un adulto possa fare ad un bambino è la consapevolezza di sé, di cosa lo appassiona e di cosa no, che si tramuterà nella vita nella consapevolezza di scegliere quale strada percorrere.

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Domani inventerò, A.de Lestrade - V. Docampo, Terre di Mezzo, 2014

E questa educazione alla consapevolezza passa anche attraverso l’educazione alla lettura.

Buona lettura e buona avventura!
Elena

mercoledì 26 febbraio 2020

La lettura ad alta voce

I benefici della lettura ad alta voce ai bambini.


In questi anni è andata sviluppandosi sempre maggiore attenzione verso la lettura ad alta voce ai bambini, grazie anche al progetto Nati per Leggere, che cerca di diffondere a livello nazionale un’educazione alla lettura che coinvolga e si basi sulla preziosa relazione genitore-bambino.

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         Logo del progetto "Nati per Leggere"

I genitori, da parte loro, sono sempre più consapevoli dell’importanza di avvicinare i loro figli alla lettura già dalla primissima età, e si interrogano con curiosità su come farlo e su quali libri proporre.

Ma come mai la lettura ad alta voce ai bambini è così importante?

Guardiamolo insieme!

L’esperienza della lettura ad alta voce ai piccoli non è mai, innanzitutto, fine a sé stessa, ma ha sempre una forte connotazione affettiva: è un'occasione di intimità e di scambio tra il bambino e il genitore. Leggere insieme diventa comunicazione e condivisione non solo di tempo, ma anche di emozioni e affettività, per questo è consigliata già durante la gravidanza (qui il link al post dedicato alla lettura prenatale).

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Dieci dita alle mani. Dieci dita ai piedini, M.Fox - H. Oxenbury, Il Castoro, 2009

La ricchezza di questo momento condiviso con i genitori, che si radica nel bambino, può aiutare lo sviluppo del suo desiderio di leggere. 
La famiglia è il luogo per eccellenza dove trasmettere il piacere della lettura, e il piacere diventa a sua volta la base per il desiderio di imparare a leggere in autonomia.

I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore, W. Joyce, Rizzoli, 2012

La lettura ad alta voce ha un ruolo centrale nello sviluppo del linguaggio e nell'apprendimento della lettura e della scrittura: arricchisce il vocabolario e accresce la capacità di esprimere il proprio pensiero in modo corretto e articolato. Dobbiamo ricordarci però che l’obiettivo della lettura ad alta voce non è quello di insegnare precocemente al bambino a leggere, ma di creare un'approccio alle lettura piacevole e arricchente, soprattutto a livello emotivo.

I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore, W. Joyce, Rizzoli, 2012

Insieme allo sviluppo del linguaggio, la lettura ad alta voce incrementa la capacità e l’abitudine all'ascolto, portando ad una dilatazione dei tempi di attenzione. Ovviamente questi cambiamenti sono favoriti da un approccio alla lettura graduale e costante. 
Anche la capacità immaginativa e creativa viene stimolata: le storie arricchiscono sia lo scenario di trame a disposizione del lettore, sia la sua capacità di creare immagini mentali e di intrecciarle in maniera nuova, mentre le illustrazioni permettono al bambino di accedere a un mondo grafico immenso, meraviglioso, ricchissimo e a volte imprevedibile.

I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore, W. Joyce, Rizzoli, 2012

La lettura ad alta voce permette inoltre al bambino di sviluppare la capacità di cogliere gli aspetti sonori e ritmici del testo. 
Ogni lingua ha la sua musicalità che, ovviamente, si percepisce più facilmente attraverso il canale udito rispetto a quello visivo. Per questo può essere una buona pratica continuare a proporre la lettura ad alta voce anche al bambino in grado ormai di leggere in autonomia. In questo modo gli si dona non solo un momento prezioso di condivisione con il genitore, ma anche la possibilità di assaporare quegli aspetti musicali e stilistici della lingua che la lettura individuale rende meno accessibili.

Pintarest

Dietro una pratica apparentemente semplice come la lettura ad alta voce si nasconde un intreccio di relazioni, emozioni, possibilità.
L’adulto che legge ad un bambino non gli sta donando solamente una storia, ma gli sta dando le chiavi per un mondo meraviglioso, che parte da una voce, e che arriva ben più lontano del significato delle parole lette.

 
I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore, W. Joyce, Rizzoli, 2012

“Leggere insieme è un modo per dare inizio e fondamento 

a una della attività essenziali della vita: 

quella di creare a mantenere rapporti. 

Rapporti con le persone, con le situazioni, persino con gli oggetti. 

La letteratura ci immerge in una rete di rapporti 

e tonifica, affina, rafforza la volontà di fare altrettanto nella vita.”

(Katie Wood)

“L’intimità che si crea 

tra un adulto e un bambino che leggono insieme, 

se non si smette troppo presto di farlo, 

dura nel ricordo tutta la vita. 

Spesso costituisce il migliore di tutti i ricordi.” 

(Rita Valentino Merletti)



Buona lettura ad alta voce,
Elena